Vittoria Faro

Vittoria Faro
“Sogno (ma forse no)”
Ufficio Stampa

Testo: Luigi Pirandello, Regia: Vittoria Faro
Con: Vittoria Faro, Ivan Giambirtone e Elisabetta Ventura

Il Testo:

Sogno (ma forse no) è un atto unico del ’28 poco rappresentato, che Pirandello ha scritto e messo in scena per la prima volta a Lisbona. La grande influenza surrealista del periodo e alcuni temi tipici della sua poetica fanno della piéce un piccolo gioiello di inganni: una moltiplicazione di piani che si intersecano e si sviluppano in un groviglio di verità e finzioni. I personaggi sognano accadimenti che noi scopriremo reali, ma con prospettive diverse dalla realtà, tanto da lasciare anche lo spettatore nel dubbio di cosa sia realmente avvenuto e cosa sia invece il frutto di un incubo.

La Regia:

La regia di taglio prettamente cinematografico ha continui richiami all’espressionismo tedesco, per riassumerla in un termine unico “caligarica”: ricrea infatti un’allucinante atmosfera di orrore e di angoscia con tagli di luci ed ombre che mantengono intatta la drammaticità della situazione con netti riferimenti al cinema muto degli anni ’20. Lo spettacolo interamente costruito su di una partitura musicale, ricrea momenti di poesia e altri di orrore dettati dalle sonorizzazioni delle porte che scricchiolano o dalle urla della Giovane Signora. Uno specchio/finestra  incombe al centro della scena: una porta di passaggio tra sogno e realtà.